Il mondo, si dice, è bello perché è vario... e la varietà è in qualche modo una condizione necessaria all'emergere di nuove specie, o di nuove idee.
Tutto l'evoluzionismo si basa sul fatto che, fra una grande varietà (casualmente generata) di "soluzioni" ad un problema, la natura individua la soluzione migliore, o meglio la variante che meglio risponde a quel problema.
Ma ci sono dei casi in cui la varietà conduce all'aberrazione. È il caso, per esempio, delle migliaia di cellule tumorali che il nostro corpo crea (e per fortuna di solito distrugge) ogni giorno.
Oppure - perdonatemi il paragone un po' forte - produce dei giornalisti che del giornalista sembrano avere solo l'iscrizione all'albo, ma che hanno completamente perso (concedo il beneficio del dubbio) il senso del proprio lavoro e del proprio compito.
E, guarda un po' quando si dice il caso, molti di questi pseudo-giornalisti frequentano i bassifondi - paragone forse non altrettanto forte - del Giornale.
Quel Giornale fondato, e guarda ancora un po' il caso, da un maestro indiscusso del mestiere del giornalismo, Indro Montanelli, giornalista deontologicamente corretto.
Quel Giornale purtroppo oggi frequentato da gente come Farina, nome in codice Betulla, o dai Cirini Pomicini di turno.
Rebranding
10 mesi fa
